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La Cantina di Monticello

Storia del vino proibito

Storia del vino proibito

Oggi ti voglio raccontare la storia di un vino quasi dimenticato ma che ha salvato tutto il “nettare degli dei”
che oggi possiamo degustare…

Siamo nella metà del 1800, i battelli a vapore consentono la traversata dell’Atlantico nel tempo sufficiente perché un terribile parassita sopravviva: arriva in Europa la filossera! Una delle calamità naturali più gravi dell’agricoltura, un animaletto parassita micidiale, che si nutre delle radici delle viti e che, una volta attaccato un vigneto, lo distrugge completamente. Dalla Francia si estende rapidamente e arriva in Italia distruggendo i vigneti, anche nel Veneto è sconforto per i vitivinicoltori che le tentano tutte, ma senza successo.
Finalmente il professor Planchoin di Montpellier ha la giusta intuizione: quella “peste” arriva dalle Americhe e laggiù le piante delle viti hanno già sviluppato da secoli efficaci armi di difesa. Anche qui da noi parte la corsa al trapianto di radici di “vite americana”, sulle quali innestare i vitigni desiderati. Il vino è salvo! Ma la storia dei vitigni europei è ormai compromessa e molte varietà “autoctone” sono oggi scomparse. Ci vorranno anni e anni per trovare i giusti innesti e gli ibridi di specie americane e, successivamente, altri ibridi di specie americane con specie europee. Nel frattempo ci si dovette accontentare di produrre un vino aspro, particolarmente intenso e grezzo, dal colore viola/rosso intenso. Un vino che macchia irrimediabilmente la tovaglia, lascia una traccia densa nelle bottiglie e sui bicchieri, segna la “scuela”, la tazza di ceramica bianca dove il contadino beve il CLINTON (pronuncia: clintòn – in alcune zone del Veneto “crinto” o “grintón”).Dicono che la cattiva vinificazione e la presenza nelle bucce di sostanze tossiche, oltre al valore tannitico molto elevato, rendesse nocivo questo vino, se assunto in dosi eccessive. Da qui il divieto di commercializzazione del vino prodotto con questa uva, la legge italiana impose l’estirpazione della vite, ma mancò un decreto applicativo. Così il Clintòn è oggi quasi scomparso, ma gode di grande popolarità tra i conoscitori, perché “piccole quantità ad uso familiare” sono tutt’oggi tacitamente consentite.

FONTE: Veneziani a tavola

Storia del vino proibito nettare degli Dei
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